L’IGNORANZA DEL DOTTOR GOOGLE

Le fake news in medicina hanno effetti disastrosi. La disinformazione, le notizie raccontate in modo volutamente, o anche involontariamente, fuorviante hanno la capacità di accorciare la vita di persone con malattie gravi. Mi sono occupata per il Corriere della Sera di quelle che circolano in oncologia e mi capita di leggerne di fantasiose e inverosimili anche sulle malattie rare. La tendenza generale è di attribuire le anomalie dei geni agli effetti dell’ambiente. A volte non si può escludere ma in certi casi non esiste nessun collegamento. Come rimedio vengono raccomandati regimi alimentari bislacchi: il digiuno intermittente, via la carne, via i cibi che contengono certe sostanze, si al vegano e così via senza nessun criterio scientifico. Responsabili del martellamento di fake news sono i social e i media. Il problema è che le famiglie ci cascano e pretendono dai medici di essere assecondati. Quando non ottengono le risposte che vorrebbero, si allontanano dalle cure protocollate (se esistono). Per fortuna questo atteggiamento appartiene a una minoranza, ma resta difficile da scardinare con l’arma della persuasione. Ha ragione l’oncologa Rossana Berardi, una delle coordinatrici dell’associazione “Womens for oncology Italia”, quando afferma che il pericolo maggiore è la perdita del rapporto medico-paziente. Non tutti sono capaci di smontare le fandonie propagandate da social e internet. Per i malati rari questi due strumenti hanno un valore unico sul piano dei contatti tra famiglie sole e dello scambio di informazioni. Non c’è da fidarsi dei contenuti “terapeutici”. I miracoli non esistono. No al dottor Google. Però i dottori in carne ed ossa devono andare a ripetizione di accoglienza e ascolto, bisogni primari. La gente forse perderebbe la voglia di andare a smanettare sul web.

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