LA STORIA DI WOODY GUTHRIE E DELL’HUNTINGTON

Andrea Meregalli - Ufficio Stampa AICH Milano Onlus

Gli agenti della polizia del New Jersey, nel maggio del 1956, fermano un uomo di 43 anni che deambula pericolosamente lungo i bordi dell’autostrada mormorando frasi sconnesse. I poliziotti, come da prassi, puntano una torcia sulla faccia dell’uomo e, dando un’occhiata a quel tizio magro, emaciato e in preda ad allucinazioni, pensano di stare facendo i conti con l’ennesimo caso di vagabondaggio. O di demenza. Oppure di alcolismo. Quella torcia, quella luce e quel volto, invece, stavano cominciando lentamente a mostrare e raccontare una storia diversa. La storia della malattia di Huntington.
L’uomo fermato dalla polizia del New Yersey, infatti, era Woody Guthrie, autore di oltre 3 mila canzoni e autentica leggenda della musica statunitense ma anche scrittore, disegnatore e osservatore politico. Nel 2017 ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Woody, avvenuta il 3 ottobre 1967 a causa del morbo di Huntington, ereditato dalla madre. Una diagnosi arrivata solo nel 1952, dopo diverse errate prognosi di schizofrenia paranoica e alcolismo. Ai quei tempi la malattia di Huntington non era di facile individuazione e la morte di Guthrie ha contribuito ad aumentare la consapevolezza della malattia e portato la vedova del cantante, Marjorie, a fondare la “Huntington’s Disease Society of America”.

Originario dell’Oklahoma, ma viaggiatore nell’animo, l’infanzia di Woody Guthrie è segnata dalla morte della sorella e del padre e dalla malattia della madre, di cui i dottori non riescono a venire a capo. Canta il New Deal di Roosevelt, la Dust Bowl che aggredisce per un decennio il cuore degli Stati Uniti e sopravvive a un naufragio in Sicilia. I posteri lo ricordano per l’inno “This land is your land” e per le canzoni di denuncia con elementi di straordinaria attualità come “Old man Trump”, scritta contro Frederick Christ Trump Jr., padre dell’attuale Presidente degli Stati Uniti.

Ma per noi di AICH Milano Onlus, Woody Guthrie passa alla storia anche e soprattutto per il contributo dato alla sensibilizzazione nei confronti della malattia di Huntington. La storia della nostra Associazione arriva da lontano, quando Marjorie Guthrie incontrò presso l’Istituto Neurologico “Carlo Besta” alcuni familiari di persone affette dalla Malattia di Huntington. Oggi, a distanza di tempo, lavoriamo come Associazione perché davanti a una malattia neurologica e rara le risposte non siano territoriali e frammentarie, ma competenti e di qualità, capaci di generare un sistema inclusivo, attento ai bisogni reali e specifici del singolo e della sua famiglia.
In quest’ottica, per il terzo anno consecutivo, abbiamo organizzato insieme a Huntington Onlus gli Huntington’s Days 2017.

Andrea Meregalli – Ufficio Stampa AICH Milano ONLUS

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