LA STORIA DI MARIA LAURA

di Margherita De Bac

Pubblichiamo questa storia, tratta da una lettera inviata a me personalmente da Maria Laura Catalogna.  Una donna che ha avuto il coraggio di parlare, denunciare, lottare. Un grande esempio. Leggete cosa racconta.

“Questa è la mia storia. La storia di una ragazza con la Roki, il diminutivo di una malattia chiamata Sindrome di Mayer Rokitansky Küstner Hauser. Più complicato di così il nome non potevano darlo. Una bambina su 4000 nasce come me. Con malformazioni di utero e vagina o addirittura prive di ambedue gli organi. In certi casi soffriamo anche ai reni, vie urinarie, cuore, ossa. Non si sa neppure qual è il gene responsabile della malattia. Sappiamo solo che l’errore avviene durante lo sviluppo dell’embrione. L’apparato riproduttivo comincia a formarsi ma il processo si blocca. A 11 anni facevo la pipì a letto e i medici hanno scoperto che c’era qualcosa che non andava. A 12 anni mi hanno tolto l’utero e ricostruirono la vagina con una parte dell’intestino. I medici cercavano di consolarmi e convincermi che ero una donna a tutti gli effetti anche se non avrei mai potuto avere bambini. Io non mi sentivo donna. Sono seguite tante altre operazioni per vari problemi. Mi ero messa l’anima in pace. Due anni fa sono andata dalla ginecologa, le ho raccontato, è impallidita. Non aveva mai sentito parlare della Roki. Ho fatto una nuova operazione. Poi ho chiesto aiuto e sostegno attraverso Facebook. Ho trovato le altre come me. Mi sono sentita protetta, capita. Forte, fortissima. È allora che ho cominciato a pensare ad una associazione. Nel frattempo mi sono operata ancora per dilatare la vagina. Che fatica psicologica. Vorrei un ragazzo, basta tubi. Ora parliamo dell’associazione ANIMrkhs. Il mio scopo è informare, far sapere, incentivare la ricerca per essere aiutate a crescere come donne normali.”

 

 

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