IL TAGLIANDO E’ UN DIRITTO

Ciao a tutti, voglio raccontarvi cosa mi è capitato con la richiesta della concessione parcheggio invalidi.

Dopo aver fatto la richiesta alla ASL, e aver ricevuto il certificato da parte del medico, mi sono recata nel mio comune per farmi rilasciare il tagliando.

Arrivo, e la segreteria del comune mi dice: “questo è un comune piccolo e non c’è il comando della polizia municipale, abbiamo un vigile che arriva da fuori per queste cose, e in questi giorni non c’è perchè è in malattia, e bisogna aspettare che torni”.

Vabbè – dico io – aspetterò qualche giorno. Questo per 15 giorni… forse domani arriva… forse domani…io non volevo fare quella che pretende subito. Ho cercato di capire i problemi che può avere un comune di mille abitanti, ma ho anche capito che se sei buona ti calpestano.

Ieri ho chiamato, e mi sono sentita rispondere ancora la stesse cose, gli ho detto, con un tono calmo, ma deciso, NO. Adesso basta. Io ora vengo lì e mi mettete per iscritto (su consiglio di un avvocato, amico di Elisabetta) le motivazioni per la quale dopo15 giorni non ho ancora il tagliando del parcheggio invalidi, e poi mi rivolgerò a qualcuno.

Per farla breve, quando sono arrivata si stavano già attivando e dopo mezz’ora, sono uscita con il mio tagliando e le scuse, da parte della segretaria e del sindaco.

Ho voluto condividere con voi questa esperienza. E’ assurdo. Per avere una cosa che è un tuo diritto, ti costringono a minacciare, cosa che assolutamente non è nel mio carattere.

Ho voluto condividere con voi questa esperienza. Quando si hanno questo tipo di problemi, dite sempre di mettere per iscritto.  Si spaventano.

Adesso ho il mio tagliando per parcheggiare. Una grande conquista.

 

Isabella 

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  • cachorro95

    La prima volta che mi sono recato con la mia mamma a richiedere al distretto l’esenzione per la diagnosi displasia fibrosa . RN G060 – quello che doveva essere un medico ha risposto alla mia mamma: “Il modulo non la contempla, per fortuna signora non è un tumore, non è grave, mi dispiace, comprendo che dovrà sostenere molte spese per tutti i successivi accertamenti!”. 
    La seconda volta mia mamma si è recata ad un’altra sede dello stesso distretto, con compilato il modulo e lasciando in visione per poche ore l’incarto medico. Dopo un’attesa infinita ha ricevuto un rifiuto verbale; alla richiesta di diniego per iscritto, quella che doveva essere un medico,  ha dapprima stracciato e cestinato il modulo davanti a lei e poi ha risposto:”Sono una dietologa, non è di mia competenza!” 

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