IL FONDO CHE ANCORA NON C’E’
di Margherita De Bac
C’è molta preoccupazione per la sospensione dell’esame da parte della Conferenza Stato-Regioni della proposta sul riparto del fondo sanitario nazionale (108 miliardi).
Nell’ultima riunione del 22 maggio il Governo ha chiesto di rinviare la discussione di quel punto dell’ordine del giorno. Le Regioni sono sulle barricate. Temono che lo slittamento sia legato al rischio di una nuova sforbiciata sul Fondo. Le voci parlano di 1,5 miliardi di tagli. Il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani (in foto), ha definito la decisione “incomprensibile e grave. Occorre una maggiore volontà di collaborazione”.
Il rinvio in effetti ha sorpreso tutti tanto più che il ministero dell’Economia aveva dato un ok tecnico a discutere la proposta della Salute. La decurtazione del Fondo ricadrebbe su tutti i settori. Ogni anno vengono assegnati alle Regioni 1400 milioni per progetti mirati e fra questi le malattie rare che per il 2012 avrebbero dovuto ricevere 20 milioni. Ecco perché la preoccupazione serpeggia soprattutto fra i più deboli.
Il presidente di Uniamo, Renza Barbon Galluppi, ha espresso con una dichiarazione i suoi timori a nome di tutti i malati rari. Timori comprensibili. Dopo i tagli su non autosufficienza del precedente governo sono in arrivo altre sorprese?














