IL DIRITTO DI SPERIMENTARE SUGLI ANIMALI

di Margherita De Bac

Anche se non direttamente attinente alle Malattie Rare, la sperimentazione sugli animali le riguarda in quanto la ricerca anche in questo campo le utilizza.

Il Parlamento sta discutendo animosamente la legge che recepisce alcune direttive europee fra cui quella sulla tutela degli animali.

Rispetto al testo dell’Ue il nostro è stato modificato con l’aggiunta di alcune norme restrittive e che dunque vanno nella direzione del rispetto di cani, cavi e primati.

Divieto di allevare cuccioli con l’unico scopo di venderli ai laboratori di ricerca (in Italia è su tutti i giornali il caso di Green Hill, allevamento lombardo). Obbligo di anestesia durante gli esperimenti. Infine si impegna il governo a investire sulle ricerche di metodi alternativi ai test su animali.

Seguo da diversi mesi ormai la vicenda e ne scrivo sulle pagine del Corriere della Sera. Ogni volta cerco di ascoltare le due parti contrapposte. L’ex ministro del Turismo Michela Brambilla, a capo della federazione associazioni animali e ambiente, è d’accordo con chi ritiene che i test sui topini siano inutili perché la differenza tra specie è tale da renderli poco predittivi circa l’effetto di un farmaco sull’uomo.

I ricercatori ovviamente affermano che al momento questi test restano indispensabili e che i progressi della medicina sono legati agli esperimenti “in vivo”. Proprio l’altro giorno ho ascoltato Mauro Ferrari, numero uno al mondo nel campo delle nanotecnologie, in un intervento sul libro scritto da Michele Cucuzza (“Il male curabile”, editore Rizzoli, a proposito leggetelo). Ferrari ha dichiarato il suo amore per gli animali ma allo stesso tempo ha affermato che oggi “non è possibile provare nessuna terapia sull’uomo prima di averlo fatto sui topi, sia pur in modo compassionevole. Vi rendete conto della mostruosità dell’impatto di un male come il tumore? Come possiamo metterlo sullo stesso piano etico di un topino”.

Non voglio esprime opinioni. Le ragioni degli uni e degli altri sono condivisibili. Mi pongo (e vi giro) però una sola domanda. E’ giusto che l’uomo come specie “superiore” possa decidere di sacrificare topi, cavie, cani, scimpanzé, roditori vari solo perché appartengono a specie “inferiori” e non hanno diritto di replica?

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  • Leonardo

    Sicuramente si.
    Penso che tutti coloro che si scandalizzano per topi, cavie, ecc utilizzati nella ricerca scientifica non disdegnino ogni tanto di mangiarsi una bella “bistecca di manzo alla griglia”, una bella “spigola all’acqua pazza” o quant’altro. Penso che anche negli allevamenti di animali destinati all’industria alimentare ci sia qualcosa di crudele. Le proteine che troviamo nelle carni, possiamo trovarle tranquillamente anche nei legumi o in altri alimenti. Come dice Mauro Ferrari, che quando si parla di tumore o di altre malattie terribili, sacrificare un topolino non è così abominevole e comunque non come allevare ed uccidere un animale con il solo scopo di mangiarlo!
    Infine, vorrei porre io una domanda ai sostenitori animalisti: “cosa direbbero ad un genitore o ad un bambino malato che nella ricerca vede l’unica flebile speranza  della propria vita?”.
    Grazie per lo spazio concesso.
    Leonardo

  • Milena dg

    io uso prodotti cruelty free…ma mangio la carne, di certo nessuna tortura vale quanto la morte di una bestiola…o quanto la mia!si perchè io sono malata rara (ptt), Fino al 2000 per la ptt moriva l’80% e ora dopo il medicinale ora si SALVA il 90% e il 10% dei decessi è dovuto al fatto che la malattia è cattiva e violenta e  non viene riconosciuta immediatamente…allora mi domando…io amo gli animali ma la mia vita vale la loro?o forse sono buona solo a parlare ma quando si tratta della mia pelle il discorso cambia?

    • Milenadg

      mi sono salvata, putroppo, grazie anche alla sperimentazione prima su animali e poi su persone…che hanno avuto lo svantaggio di ammalarsi prima di me

  • A Bozza

    Come vegetariana e rispettosa della vita in senso assoluto (non solo umana) e allo stesso tempo mamma di un bimbo affetto da una patologia rara, affermo che la vita è sacra sempre, quindi non possiamo permetterci di fare delle scale di valore per cui alcuni meritano di vivere ed altri no perchè la loro vita vale meno. Ma chi lo ha detto? Inoltre molte sperimentazioni attualmente fatte sugli animali non sono valide poi se estese all’uomo perchè siamo diversi. E allora perchè non investiamo massicciamente nelle staminali umane?
    Io non sono un medico/biologo ecc. ma ci sono molti studiosi/ricercatori che ritengono che il futuro (anzi l’adesso) sia sulle staminali e che le sperimentazioni su altri esseri viventi siano una frode. Chiediamoci dove sta il guadagno allora, perchè purtroppo questo è il motore per l’uomo, al di là di tutte le belle parole.
    Sono poche le voci a difesa di chi non ha voce, e come disse Ghandi: “La ricchezza di una nazione non sta nel PIL….ma nel modo in cui tratta uomini, donne,anziani…i bambini e  gli animali. Animali, che sono più bambini dei bambini”.
    Antonella    

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