IN GIRO CON LO ZAINETTO – Sindrome dell’intestino corto

Vanno in giro con uno zainetto di circa 7 chili che a lungo andare diventa pesantissimo. Raccontano disavventure all’aeroporto: «Una volta mi sono ritrovata i mitra puntati addosso. Mi avevano scambiata per una terrorista in procinto di piazzare esplosivo», ricorda Alessandra Rivella, fondatrice di Anna, l’associazione nazionale dei pazienti nutriti artificialmente. Sono quelli con la sindrome dell’intestino corto. Dipendono da sacche di nutrienti “nascoste” nella borsa, cui sono collegati attraverso un filo. Un filo per la vita, nome di un’altra associazione per la nutrizione artificiale domiciliare. I problemi quotidiani sono esemplificati dalla frase di una ragazza: «Il mio sogno è correre sulla spiaggia col costume a due pezzi, libera». La sindrome dell’intestino corto consiste nella mancanza di un pezzo di intestino, il tenue, dove avviene l’assorbimento delle sostanze vitali contenute nel cibo. La causa principale è l’intervento chirurgico, che può essere necessario per certe patologie, a cominciare dal morbo di Crohn. Ma esistono anche sindromi congenite. Le due associazioni si battono per affermare i diritti dei malati con lo zainetto. (assoanna@gmail.com. www.unfiloperlavita.it)

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