FACILE DIRE MEDICINA NARRATIVA

di Margherita De Bac

Va tanto di moda la medicina narrativa. Tutti ne parlano, è un tema ormai molto in voga nei convegni. Andrea Buzzi, presidente della Fondazione Paracelso contro l’emofilia, mi ha fatto capire per quale motivo c’è tanto interesse: <La nostra malattia è emblematica. Cinquant’anni fa si moriva, oggi si convive con l’emofilia come fossimo normali. E i medici si chiedono perché ancora non siamo soddisfatti. Non lo siamo infatti. C’è la cura biologica, ma non la cura delle emozioni. Con l’arrivo dei farmaci il rapporto con i medici si è guastato. La narrazione è un modo per recuperarlo>. Lunedì scorso ho partecipato a un convegno di Aiom Lazio dedicato a medicina narrativa in oncologia. L’idea che mi sono fatta è che in questa corsa alla narrazione non si rischi di abusarne in modo inefficace per il paziente narrante. La scrittura e i racconti sono un rifugio abbastanza consueto per le persone che scoprono di avere un problema serio di salute. Può un diario, uno sfogo cartaceo, una qualsiasi altra forma di comunicazione dei propri sentimenti costituire strumento terapeutico? Probabilmente sì, per il singolo individuo. Però questo non c’entra nulla con la medicina narrativa il cui obiettivo è rinsaldare il rapporto terapeutico tra paziente e medico che si addestra a guardare oltre il farmaco, oltre la cura. Mi è sembrato quindi interessante l’esperimento avviato al Istituto Regina Elena di Roma, la medicina narrativa digitale. Al convegno ne ha parlato l’oncologa Maria Cecilia Cercato. Il paziente non scrive liberamente, perché finirebbe per esprimere uno sfogo personale. Viene invece invitato a raccontarsi quando, come e se vuole, entro una griglia predefinita. L’inizio è: <Tutto è cominciato quando…>. Il medico prima della visita leggerà quelle righe che gli serviranno a comprendere aspetti sconosciuti della persona che ha di fronte. Questo canale di comunicazione dovrebbe portarlo a compenetrarsi nella vita del paziente, a sapere come la sua esperienza viene vissuta in famiglia e a personalizzare la terapia. Di medicina narrativa si parla tanto per le malattie rare e non sempre a proposito. Spesso si tratta di diari e di racconti, di narrazione appunto. Due generi letterari diversi e dalle differenti finalità.

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