UN’ASSOCIAZIONE PER LE RARISSIME

di Sabrina Iadarola

Alex ha quattro anni. Quattro anni di vita vissuta nella penombra. Quella di una vita complicata. Tenera, dolente, malinconica, triste e gioiosa di un bambino, uguale agli altri nella sua voglia di scoprire il mondo, diversa dagli altri per la sua rarissima condizione. Essere affetto da X-linked Reticulate Pigmentary Disorder with Sistematic Manifestations. Difficile da spiegare, difficilissima da diagnosticare. Una malattia della quale non si hanno notizie. I referti medici scarseggiano.

Patrizia, la mamma, ci aveva scritto qualche tempo fa, raccontandoci la sua solitudine, le sue difficoltà per capire e imparare a gestire una vita che neppure i medici comprendono. Una quotidianità che sorprende. Che non si può programmare perché nessuno sa davvero o può immaginare cosa può accadere. La sua storia ci ha incuriosito, e abbiamo deciso di parlarne ancora una volta. Perché parlarne forse può significare sentirsi meno soli.

Non è una storia semplicemente rara, è rarissima. E’ unica, non solo in Italia. Persone con lo stesso tipo di malattia si contano sulle dita di una mano. Cinque casi studiati al mondo, in tutto se ne contano nove.  “È importante che le mamme nella mia condizione – racconta Patrizia – abbiano la forza di seguire le loro sensazioni, anche di fronte all’atteggiamento incredulo, a volte sprezzante di alcuni medici. Molti di loro tendono ad attribuire i problemi dei bambini alle paranoie delle mamme. Nel mio caso si è dimostrato che queste analisi psicologiche rischiavano di provocare la morte del mio bambino. Se non fosse stato per la mia determinazione e per le mie insistenze, adesso Alex non sarebbe con noi. Ed è importante che i medici abbiano sempre ben presente che la loro preparazione non può essere totale. C’è sempre qualche malattia che non conoscono, qualche sindrome rara o addirittura nuova, che se presa sotto gamba potrebbe comportare gravi problemi per un paziente che, secondo loro, ha solo il problema di una mamma un po’ paranoica. Un po’ di umiltà, la capacità di ascoltare e la voglia di studiare e di aggiornarsi possono salvare più di una vita”.

La disabilità di Alex non si vede. Neppure Alex la vede. Le sue gambe sono normali, funzionano ma lui non può correre nel parco con o come gli altri bambini. Deve restare dietro ad un vetro e guardare. Può solo desiderare. Alla fotofobia, al deficit della termoregolazione, all’iposudorazione, si uniscono ritardo della crescita, malattie renali, calcolosi, infezioni urinarie, infezioni respiratorie e disturbi gastrointestinali.

I genitori del bimbo stanno scoprendo con lui i sintomi che la malattia porta, giorno dopo giorno. E stanno scoprendo con lui le difficoltà, insormontabili, di ricevere cure a 500 km da casa pur vivendo in una regione servita come la Lombardia.  Stanno vivendo la solitudine totale, il vuoto sconcertante. Le barriere di una società, di una scuola, di un sistema sanitario  che si muove per leggi e regole, burocrazia, permessi e lungaggini inutili. Avvilenti.

Uno dei grandi problemi segnalati dalle persone affette da patologie rare è che solo una minima quantità di forme patologiche viene riconosciuta in Italia dal Ministero della Salute. Sono infatti considerate “rare” 47 gruppi di patologie, per un totale di 284 malattie. Una sorta di emarginazione da qualsiasi “percorso di garanzia” all’interno del SSN. Solo le persone con patologia rara riconosciuta, infatti, hanno diritto all’esenzione per gli esami genetici della patologia dell’interessato e dei familiari più prossimi, e all’esenzione sul monitoraggio della patologia. Solo per le patologie riconosciute viene formalizzata la presenza di centri di riferimento della rete.

In un caso come questo siamo ancora molto lontani dal parlare di riconoscimento come patologia rara. Siamo ancora al punto di dire che patologia è. Siamo ancora, Patrizia direbbe, pazienti e uomini inesistenti.

Forse è per questo che Patrizia ha deciso di fondare un’associazione, un punto di riferimento per sensibilizzare la conoscenza della patologia di Alex e di tutte le patologie “rarissime”. E presenterà la sua nuova associazione “XLPDR International Association”, dopo la recente esperienza in Germania,nell’ambito di Sanit, il Forum Internazionale della Salute. il 13 giugno a Roma.

Perchè la salute è uno dei diritti umani universali e la condivisione del progresso scientifico e tecnologico, la mostra delle buone pratiche, delle scoperte più innovative è essenziale soprattutto in un mondo in cui anche anche le diagnosi sono una rarita’. E la storia di Patrizia e del suo Alex ne sono un esempio.

 

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  • Mgraziamartinelli

    Patrizia, forza! sei una grande mamma, la tua determinazione è il salvavita di Alex. Non mollare mai, noi mamme di rari abbiamo il diritto e il dovere di chiedere per sapere sempre di più e dobbiamo gridare forte affinchè ci ascoltino, ma ce la faremo. Ti abbraccio forte

    • Patrizia

      Siamo delle grandi mamme, siamo mamme di bambini speciali, troppo speciali a cui la vita ha tolto già molto, la mia forza è Alex, il suo sorriso, la sua voglia di “normalità”, il suo amore per la vita.

      Grazie per le tue parole, e concordo con te quando dici che bisogna continuare a urlare, a chiedere per i nostri figli  e che prima o poi qualcuno ci ascolterà, spero che quel qualcuno arrivi velocemente per tutti noi. Grazie ancora e ti abbraccio!

  • Alessandra Febo

    Avevo scritto un commento. Si e’ perso nei meandri del web e non sono riuscita a recuperarlo. Forse non era opportuno ed e’ meglio che sia svanito. Vivo come te la malattia rara di mia figlia Francesca e come te lotto quotidianamente contro una marea di ostacoli mentali, fisici, sociali….. l’ignoranza imperante mi distrugge e non trovo interlocutori, non trovo ascolto, non trovo comprensione…. Riusciremo mai a sopravvivere??????

    • Patrizia

      I momenti no capitano a tutte, i momenti in cui vorresti chiuderti con il tuo dolore, la tua rabbia, e dire al mondo intero lasciatemi in pace, lasciatemi stare male, perchè arrivi a un punto che sei stufa anche di chi ti da la solita pacca sulla spalla e ti dice “passerà”…si passerà..ma cosa?….E credimi capita anche a me, con la testa, la logica ci arrivo, ma con il cuore…il cuore di una mamma è un altra cosa! La comprensione, l’ascolto, il conforto lo puoi trovare solo da chi come te è dentro la sofferenza, non sentirti sola, non lo sei…solo che ogni tanto bisogna urlare il dolore, la disperazione e credimi alla fine qualcuno ti ascolterà, mai darsi per vinte  e quando ti assalgono  quei momenti bui, guarda tua figlia, e pensa al motivo per cui fai tutto questo, ce la farai, ce la faremo a sopravvivere lo dobbiamo ai nostri figli…un abbraccio!!

  • Tsaby89

    Grazie Mgraziamartinelli,. Grazie Alessandra,…Grazie a te Patrizia,..

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1647363191 Elisabetta Saby

    Rileggo le parole, e trovo una mamma che ho conosciuto, che ha imparato a non fermarsi, anche se il suo carattere la portava diversamente, ha imparato chesi puo’ e si deve quando il diritto e’ una sostanziale differenza, ma che non differisce a cio’ che e’ un diritto.
    Una mamma che nel tempo e col tempo ha saputo discernere la mente dal cuore, perche’ talvolta bisogna fare cosi’, senza nulla togliere a cio’ che siamo. Ed ha raggiunto alcune vittorie,…che mi fanno sentire orgogliosa di Lei.

    Ciao Patrizia,…monito per tante mamme…

  • paola

    CHE DIRE…TI SONO ACCANTO……E NEL MIO PICCOLO SO COSA PROVI…..anche mia figlia è affetta da una malattia rara….accertati in italia forse solo 30….unico caso in toscana….ma mi trovo ad affrontare…ogni volta che la devo ricoverare per crisi miocloniche e crisi epilettiche generalizzate….ad un muro… di medici che non sanno cosa fare….perchè ha una malattia rara

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