IPERTENSIONE POLMONARE, A CORTO DI FIATO

di Margherita de Bac

Non ricordo l’anno. Ho conosciuto Pisana Ferrari quando la sua associazione per l’ipertensione polmonare muoveva i primi passi. Partecipai a un convegno organizzato in una piccola sala alla presenza perlopiù di pazienti. Mi ha fatto piacere <scoprire> che Pisana è ora coordinatrice dell’associazione europea Pha e che l’Aipi, guidata da Leonardo Radicchi, ha fatto progressi. Assieme ad Amip presieduta a Vittorio Vivenzio, la malattia è conosciuta e anche grazie alla spinta della base sono arrivati risultati a livello di ricerca e farmaci. Il problema è che oggi le terapie ci sono ma non vengono tempestivamente utilizzate a causa delle diagnosi tardive. La stanchezza e la sensazione di non riuscire più a compiere gesti fino a pochi giorni prima agevoli vengono scambiate come sintomo di stress. Le persone con ipertensione polmonari raccontano di non essere stati presi sul serio dai medici. I sintomi sono troppo generici per essere identificati. E’ però speciale quella <fame d’aria> che rende impossibile salire una rampa di scale senza avvertire il fiato che viene a mancare, quel senso di soffocamento. Come respirare con la bocca da una cannuccia tenendo chiuso il naso. Il mio collega Marco Strambi è l’autore di un cortometraggio che racconta attraverso le esperienze di pazienti, cosa significa vivere con l’ipertensione polmonare. Si intitola <A corto di fiato>. In Italia ne soffrono tremila persone. L’ideale sarebbe che fossero indirizzati a centri esperti di fronte al primo dubbio di diagnosi. L’ipertensione colpisce cuore e polmoni, caratterizzata da aumento della pressione sanguigna nelle arterie polmonari. Dispnea, capogiri, facile affaticamento, gonfiore delle caviglie e sincopi sono i segni premonitori.

Print Friendly
©2012, MediArt S.r.l.